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INFLUENZA DELL'INDUSTRIA su ricerca e formazione medica è una situazione mondiale

Aggiornamento: 30 lug 2019

Qui di seguito riporto l'articolo scritto da Luisella Grandori, medico dell'associazione "No Grazie, pago Io". Un gruppo di onorevoli medici (pochissimi) che mettono in guardia dall'influenza costante delle farmaceutiche sulla formazione medica e sulla ricerca.



ARTICOLO

Esiste ampia documentazione del fatto che ricevere regali di qualunque tipo o valore dalle case farmaceutiche influenza profondamete la decisione del clinico nelle prescrizioni.


A New York si chiamano No free lunch come nel Regno Unito, in Italia No grazie, pago io!, in Spagna Nogracias, in Olanda Gezonde Scepsis, in Germania Mein essen Zahl Ich Selbst. in Australia c’èHealthy Skepticism con affiliati in tutto il mondo. Dicono tutti “no grazie” agli attuali rapporti tra medici/medicina e industria del farmaco e invitano a un “sano scetticismo”.

Questi gruppi sono composti in prevalenza da medici e altri operatori sanitari, ma anche farmacisti, professionisti delle scienze sociali e associazioni di cittadini. Iniziative significative sullo stesso tema vengono portate avanti da anni dagli studenti di medicina negli USA (American Medical Student Association) e di recente anche in vari paesi europei, Italia compresa. E si moltiplicano, soprattutto all’estero, i siti web che illustrano le tattiche del marketing delle case farmaceutiche, alcuni di grande pregio come l’americano PharmedOut.




Accanto a tutto questo fermento, sono presenti gli storici Bollettini indipendenti sul farmaco consociati a livello internazionale (ISDB International Society of Drug Bulletin), amici e compagni di viaggio dei Nograzie, dalla canadese Therapeutics initiative, alla francese Revue Préscrire fino ai vari Bollettini italiani.


L’attività principale dei Nograzie di tutto il mondo è documentarsi e diffondere informazioni, soprattutto attraverso siti web, newsletter, mailing-list, blog, ma anche lezioni e conferenze.


Nella convinzione che creare conoscenza e consapevolezza sulle strategie di marketing dell’industria del farmaco e sui suoi esiti, sia il primo passo per un cambiamento.


Si rivolgono soprattutto ai loro colleghi poiché la maggior parte dei medici non si rende conto dei condizionamenti a cui sono sottoposti. Pochissimi sanno ad esempio che esiste ampia documentazione del fatto che ricevere regali di qualunque tipo o valore dalle case farmaceutiche può aumentare le prescrizioni improprie, quindi peggiorare la qualità della cura e mettere a rischio la salute delle persone, oltre a nuocere gravemente alle “casse” dei Servizi sanitari.


Lo stesso effetto è descritto per le visite dei rappresentanti (che in Italia si chiamano Informatori scientifici del farmaco). Del resto basta leggere cosa scrive un ex rappresentante su PLoS nel 2007, per capire quanto siano sottili le tattiche usate per manipolare i medici[1]. E chi partecipa a convegni sponsorizzati difficilmente si accorge dell’”influenza invisibile” esercitata dallo sponsor che può indurre anch’essa a prescrizioni inappropriate[2].

Per questo i Nograzie invitano a non accettare nessun tipo di regalo dall’industria e propongono la formazione (ECM) non sponsorizzata. Una delle proposte meglio argomentate e documentate su come sia possibile organizzare l’ECM senza sponsor è quella di Alfredo Pisacane, dell’Università di Napoli, pubblicata sul BMJ nel 2008[3].

Che sia possibile lo dimostra anche l’Associazione Culturale Pediatri che la pratica da anni. Negli USA sono sempre più numerose le Università che seguendo le proposte dell’American Medical Association e del Council on Ethical and Judicial Affairspreoccupate per l’integrità della formazione medica, stanno mettendo in pratica regole molto severe: niente regali, niente pasti gratis, regolamentazione e riduzione delle visite dei rappresentanti e soprattutto formazione non sponsorizzata. Relman riferisce di medici che rifiutano orgogliosamente inviti a tenere conferenze sponsorizzate “perché la loro Università non lo permette” [4].