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ALLERGIA: I FATTORI PREDISPONENTI


Nascimben Andrea


Quello di oggi è un articolo che rappresenta una sorta di introduzione all'argomento allergia-permeabilità intestinale, un intricato evento di patogenesi che affronteremo su più articoli


La causa della risposta allergica seppur abbiano diverse ipotesi, ciò che è certo è che la tolleranza immunologica dipende da una barriera epiteliale intatta e immunologicamente attiva dell'intero tratto gastrointestinale. Questa barriera include le cellule epiteliali unite da giunzioni strette (TJ), giunzioni adesive (AJ), lo strato di muco e l'orletto a spazzola.


Un altro fondamentale punto come vedremo più avanti è rappresentato dalla capacità da parte dei nostri enzimi digestivi di saper rompere i legami glicosidici e peptidici che caratterizzano gli allergeni. Determinante risulta essere anche il Ph e la presenza dei sali biliari.



Altro fattore sottovalutato, seppur posto in evidenza da diversi lavori è rappresentato dalla presenza dalle proteasi batteriche. Alcune specie appartenenti al genere Bifidobatteri, ma anche Prasnitzi e Akkermansia, sono in grado di sintetizzare enzimi capaci di rompere i legami peptidici e disolfuro diminuendo in modo significativo la possibilità di risposta allergenica (per diminuzione del numero di epitopi)


Oltre all'aspetto enzimatico (Self e non self) e il Ph endoluminale, vi sono anche altre condizioni che verosimilmente possono supportare un clima pro allergenico. Per esempio un fenotipo ( ovvero un “clima” ) pro infiammatorio con la presenza di elevati livelli citochinici.


Un intestino cronicamente in "allerta" poichè stimolato dal pericolo rappresentato da un microbiota patogeno (o potenzialmente patogeno) genererà nel tempo un fenotipo infiammatorio amplificando ulteriormente le potenzialità di ridotta selettività intestinale,

ed è cosa assai nota che la eccessiva permeabilità intestinale rappresenti uno dei maggiori pericoli di evento infiammatorio (locale e poi sistemico; malattia autoimmune ) oltre a favorire risposte allergiche.


Se ha il suo razionale evitare i cibi che generano reazioni allergiche, in una prima fase, è poi ancor più importante lavorare per :


1-ripristinare la selettività della barriera intestinale,


2-ridurre lo stato infiammatorio


3-rafforzare il corredo enzimatico proveniente dai batteri simbiotici .


Solo con questi 3 strumenti è possibile ripristinare i meccanismi fisiologici del tratto digerente riducendo significativamente le potenzialità allergiche dei cibi.


Purtroppo, però, la tendenza generale è quella di ELIMINARE e poi ancora ELIMINARE sempre più, poichè nel tempo i cibi che dimostrano reazioni allergiche ( e simil-allergiche) risultano essere in continua espansione, e invece di pensare a ripristinare i 3 punti sopra citati, ci si impegna nella riduzione di importati substrati alimentari che in realtà sarebbero proprio quelli che potrebbero invertire la rotta di malattia.


Queta sintetica analisi, dovrebbe far comprendere che la priorità non dovrebbe esswre quella di ELIMINARE continuamente cibi con potenzialità allergiche ma piuttosto INTRODURRE quegli alimenti che possano favorire il microbiota simbiotico e la riduzione dell'infiammazione, ergo:


1-controllo dell'ingresso calorico complessivo

2-riduzione delle proteine animali

3-riduzione /eliminazione dei carboidrati ad alto indice glicemico

4-introduzione di tutti quei substrati essenziali al Microbiota Simbiotico; Fibre alimentari, Polifenoli, Omega3 , Vitamine e minerali


Più ci si allontana da queste 4 macro caratteristiche, più ci si allontana dalle necessità di specie

e più si persiste su questa strada, e maggiore sarà il rischio di incorrere in malattia 8non solo del tratto digerente....)


Nei prossimi articoli affronteremo un pò piu da vicino cosa implementa il rischio allergico e quale relazione può avere con la permeabilità intestinale.


Buona Salute a tutti





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