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ENNESIMO CASO DI ECCESSO DI PROTEINE ANIMALI E STITICHEZZA

Un Caso Clinico del dott.Andrea Nascimben



dott.Andrea Nacimben
dott.Andrea Nascimben

Nei primi di maggio un giovane uomo di 38 anni mi contatta tramite VIDEOCONFERENZA; lo scopo di questo incontro è cercare di venire a capo di un fastidiosissimo REFLUSSO gastroesofageo. . . Gli esordi risalgono a circa 10 anni addietro, ma che ne corso di questi ultimi 3-4 anni si sono particolarmente acutizzati ma soprattutto divenuti disturbi senza soluzione di continuità. Il corredo sintomatologico è quello tipico con nodo in gola, tosse secca, bruciore in faringe a volte acido che risale fino al cavo orale, dispnea.

All’aspetto gastrico vi si associa una frequente rinorrea ( naso che cola) e frequenti aritmie (da extrasistoli a tachicardie)

Con il REFLUSSO non può non esser presente irregolarità dell’alvo e nel caso di Giuseppe vi è una cronica STITICHEZZA con feci asciutte e caprine, una condizione insorta gradualmente e parallelamente all'incremento della quota di proteine animali. . . Come è noto molti di coloro che frequentano le palestre , si alimentano a carne e in particolar modo con petti di pollo, unitamente alle grandi quantità di riso bianco.

Anche nella fattispecie la carne era presente almeno in 1 pasto al giorno, mentre l’altro era rappresentato dal pesce. Le uova erano invece consumate 3 tutte le mattine ed integrate con 5 albumi. Anche gli affettati 2-3 volte alla settimana non mancavano.

In altre parole il paziente assumeva 2 gr di proteine per chilo di peso corporeo al giorno, nel suo caso parliamo di 180 grammi. . . Dunque anche Giuseppe aveva adottato da alcuni anni la tipica alimentazione del soggetto che si allena in sala attrezzi (una splendida attività dai mille risvolti positivi per la salute) una metodologia nutrizionale che purtroppo ha poca compatibilità con le caratteristiche dell'uomo (se protratta su lungo termine).

. . Come spesso ripeto; non siamo carnivori (e mai lo siamo stati), bensì onnivori e la maggior parte della nostra storia evoluzionistica in ambito nutrizionale è rappresentata da cibi come radici, tuberi, bacche, frutta, insetti, cadaveri, e qualche rara preda.

Mentre negli ultimi 10 mila anni, per gran parte della popolazione, da cereali grezzi e legumi.

Ma l’aspetto nutrizionale non è tema di oggi, dunque proseguiamo con il caso Clinico in analisi . . Dopo aver effettuato la lunga anamnesi e valutata la documentazione clinica ricevuta tramite mail, come consueto congedo il paziente con la promessa che nei giorni a seguire riceverà il piano Terapeutico Motorio-Nutrizionale. .

Tra il primo e il secondo appuntamento è mia consuetudine mantenere contatto con il paziente tramite feedback. In questo caso non ricevendo alcuna informazione sono completamente all'oscuro di ciò che è avvenuto in queste settimane. .

In buona sostanza, ci rivediamo in VIDEOCONFERENZA a distanza di 7 settimane.

All’attivazione del collegamento trovo un viso sereno e positivo. Alla mia domanda : “allora Giuseppe, come va con il reflusso ? “

lui mi risponde : “ MOLTO, MOLTO meglio, tutti i sintomi che le avevo elencato non ci sono più. Solo in qualche occasione ho avuto un pò di bruciore a livello gastrico, ma coincideva con giornate di particolare tensione. Comunque la situazione è completamente cambiata”

“ e l’Intestino ? “, chiedo al paziente. Lui mi risponde immediatamente : “è diventato regolare, vado al bagno tutti i giorni, senza fatica”

“feci ancora caprine ? “ domando a Giuseppe. “No, normali, conformate. Non ho più avuto fastidi alle emorroidi”, mi risponde. . . Oramai quando riporto ciò che il paziente riferisce, preferisco scrivere le esatte parole che pronuncia, perché fanno anamnesi più di qualsiasi descrizione scritta in medichese, e Giuseppe è stato sintetico ma esaustivo. .

E’ un appuntamento che dura poco più di mezz’ora, forse il paziente lo ha programmato più per gratitudine nei miei confronti che per reale necessità.

Concludo la VIDEOCONFERENZA con il consueto accordo che da lì a breve riceverà informazioni per attivare la FASE 2 del Piano Terapeutico, i risultati, ora, lo consentono. .

Giuseppe è stato bravissimo, si è gestito in piena autonomia, non ha sentito alcuna necessità di chiedermi specifiche durante le prime 6-7 settimane di applicazione del Piano, forse era tutto perfettamente chiaro o forse vedendo fin dagli esordi miglioramento era fortemente motivato. . . Un caso di splendida capacità AUTO-terapeutica del paziente e come sempre ripeto; LA VOLONTA’ E’ TUTTO. . . . Un caro SALUTO di SALUTE ai sempre più numerosi INTERlocutori della Pagina . . Al prossimo caso

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