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QUANTO INCIDE LA NOSTRA GENETICA NELLA RISPOSTA ALLO STRESS

Aggiornamento: gen 5

Nascimben Andrea





Molti studi suggeriscono che sia i fattori genetici sia le abitudini di vita modificabili hanno un impatto importante sulla risposta allo stress ossidativo. Anche se è difficile stimare il contributo, percentuale, relativo dei geni e dello stile di vita per promuovere una risposta stress efficace nelle cellule, alcuni studi in organismi sperimentali e in soggetti eccezionalmente longevi, hanno tentato di individuare i fattori genetici che modulano la risposta allo stress ossidativo.


Nell'uomo, la ricerca di una componente genetica predisposta a una longevità eccezionale, cioè la capacità di un individuo di prolungare la durata della vita oltre i limiti tipici della sua specie, può essere condotta da studi epidemiologici (sono studi statistici).

Gli studi di ereditarietà in due gruppi coorte hanno riportato che i fattori genetici possono rappresentare, al massimo, circa il 20-25% della variazione della durata della vita umana (1) un effetto che si ipotizza possa essere minimo prima dell'età di 60 anni ma più pronunciato da 85 anni di età e in avanti (2,3).

Il 75% dei fattori che consentono di ottenere una condizione di vita in SALUTE è rappresentato da NUTRIZIONE e Stile di vita ( Attività fisica, no fumo,contenuto stress psico-fisico)




I Centenari rappresentano un gruppo di soggetti particolarmente caratteristici, distintivi da un punto di vista immunitario (4) endocrino (5,6) e metabolico (7,8) da altri soggetti anziani ( cioè quelli di età superiore ai 65 anni che non sono vissuti oltre gli 80 anni).


Secondo le teorie di “rimodellamento dell'invecchiamento”, la lunga vita è il risultato di un continuo adattamento del corpo a stimoli stressanti, dimostrando di avere varianti genetiche (ma non solo) che consentono di ottimizzare queste risposte cellulari e di affrontare meglio le problematiche ambientali .

La prova nei centenari di Okinawa, ottenuta misurando il livello del perossido lipidico e del tocoferolo (vitamina E, mediamente alta nel plasma) , ha riportato un basso grado di stress ossidativo nei centenari sani ( cioè esenti dalle principali malattie legate all'età) rispetto ai soggetti anziani (9). Ciò potrebbe essere dovuto a fattori nutrizionali (10) ma anche ad uno specifico background genetico (enzimi e proteine).


MITOCONDRIO. piccolo organulo contenuto all'interno della cellula, deputato a "bruciare" acidi grassi e piruvato


Tra gli enzimi antiossidanti, un ruolo importante nella longevità sembra essere attribuito ai geni SOD2 (superossido dismutasi) e GPX (glutatione perossidasi) per i quali sono presenti oltre 80 pubblicazioni relative a malattie legate all'età associate a livelli elevati di stress ossidativo, che vanno dai cancri alle malattie cradiovascolari ( CVD), diabete e nefropatie.

Inclusi nello stesso percorso di risposta dello stress potrebbero anche essere quelli che codificano il percorso di manutenzione dei telomeri, una particolare sequenza di DNA che consente la replicazione limitata di una determinata cellula (11,12) e che nel caso dei centenari risulta essere molto efficiente traducendosi in una maggiore capacità di rigenerazione cellulare (replicazione).


In ultima istanza, la sopravvivenza in età avanzata in buona salute dimostra di avere anche una correlazione con il sesso: come per esempio, il basso grado di stress ossidativo nelle femmine può dipendere dal ruolo antiossidante degli estrogeni ( minore attivazione MAPK e le vie di segnalazione NFkB ) o forse più semplicemente ad un maggior svolgimento di attività fisica da parte delle donna, da sempre impegnata in attività manuali casalinghe.