FARMACI: ABBIAMO BISOGNO DI UN’INCHIESTA PUBBLICA

Aggiornamento: 2 ott 2019

Nascimben Andrea




"Ora, quando viene da me un paziente e mi riporta dei nuovi sintomi, la prima cosa che mi chiedo è se questi possano essere l’effetto collaterale di qualche farmaco".


Rispondendo a una serie di recenti scandali, inclusa l’incapacità delle istituzioni e delle università britanniche di impedire le cattive pratiche di ricerca scientifica – l’ex Editor di BMJ, Richard Smith, ha scritto: “c’è qualcosa di marcio nello stato di cose della medicina britannica, qualcosa di marcio da molto tempo“.


"Per amore della nostra futura salute e della sostenibilità del sistema sanitario nazionale, è tempo di intraprendere una vera azione collettiva contro la tendenza all’eccesso dei farmaci.

Possiamo iniziare con la Commissione parlamentare per l’audizione pubblica, affinché lanci un’inchiesta pubblica sull’efficacia e la sicurezza delle medicine.

La scienza medica ha preso una piega verso il buio"




Il giornale britannico Daily Mail pubblica gli allarmanti commenti di alcuni esponenti di spicco della scienza medica sull’inaffidabilità e pericolosità di molti farmaci in circolazione.

La grande industria farmaceutica, ha oramai da tempo riuscita a tessere rapporti sempre più stretti con il mondo della politica, della medicina e delle università, con l'obiettivo di commercializzare farmaci e procedure che portano essenzialmente danno ai pazienti e grandi risultati economici alle aziende.


Richard Horton, Editor capo della celebre rivista medica The Lancet, appena l’anno scorso, scrisse: “gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può semplicemente essereconsiderata falsa. Afflitta da tanti problemi – studi con campioni di piccole dimensioni, effetti molto piccoli, analisi esplorative non valide e palesi conflitti di interesse, insieme a un’ossessione per il perseguimento di mode di dubbia importanza – la scienza ha preso una piega verso il buio […] Si possono aggiustare le pratiche scientifiche sbagliate?

Una parte del problema è che nessuno è incentivato a comportarsi correttamente..



Richard Thompson, ex presidente del Royal College of Physicians, nonché medico personale della Regina per 21 anni, stasera ha avvertito che molti farmaci potrebbero essere meno efficaci di quanto si pensi.

Thompson è membro di un gruppo di sei noti medici che oggi hanno messo in guardia sull’influenza che le case farmaceutiche hanno nella prescrizione dei medicinali.



Anche gli esperti, guidati dal cardiologo Aseem Malhotra, sostengono che troppo spesso ai pazienti vengono date medicine inutili – e talvolta dannose – di cui possono fare a meno.


Affermano che le case farmaceutiche sviluppano medicinali da cui trarre profitto più che medicinali che abbiano effettivamente il maggiore beneficio per i pazienti.

C’è il concreto pericolo che alcuni trattamenti farmaceutici siano molto meno efficaci di quanto si pensasse finora.”


Alcuni medici critici con questo sistema basato sulla malattia e vendita abnorme di farmaci, mettono in evidenza “la base debole, e talvolta oscura, del modo in cui si valuta l’efficacia e l’uso dei medicinali, specialmente nel caso degli anziani“.

Scrivendo al MailOnLine, il dottor Malhotra ha detto che il conflitto d’interesse commerciale sta contribuendo a “un’epidemia di medici e pazienti disinformati e fuorviati nel Regno Unito e non solo“.


Ha aggiunto anche che il sistema sanitario nazionale nel suo complesso sta somministrando un’eccessiva quantità di farmaci ai suoi pazienti, e che gli effetti collaterali dell’eccesso di medicine stiano causando una quantità innumerevole di morti.


Ricorda che gli esiti di molti studi sperimentali sulle STATINE – farmaci contro il colesterolo somministrati a milioni di persone – non sono mai stati pubblicati, e che simili dubbi sorgono anche su Tamiflu, un farmaco che è costato al sistema sanitario nazionale quasi 500 milioni di sterline.


La NICE – l’ente del sistema sanitario nazionale deputato al controllo dei farmaci – nel 2014 ha deciso di abbassare la soglia per la prescrizione di statine in modo da incoraggiare i medici a prescriverle a più persone. È poi emerso che sei dei dodici membri della commissione ricevevano finanziamenti da case farmaceutiche – in parte tramite pagamenti diretti in cambio di “consulenze” o seminari, e in parte tramite fondi di ricerca.

Il dottor Malhotra sostiene che uno studio completo e definitivo sull’efficacia delle statine e sui loro effetti collaterali non è mai stato pubblicato.




ORAMAI E' UNA VERA E PROPRIA DEPRAVAZIONE CULTURALE-FORMATIVA


Non c’è dubbio che alla base dell’assistenza sanitaria ci sia una cultura del tipo ‘più medicine è meglio’, il che è esacerbato dagli incentivi finanziari all’interno del sistema stesso, che portano a prescrivere sempre più farmaci e a mettere in atto sempre più procedure mediche.


Ma c’è anche un altro inquietante ostacolo alla crescita di consapevolezza su questi problemi, ed è qualcosa di cui tutti dovremmo essere preoccupati, “si tratta dell’informazione che viene fornita ai medici e ai pazienti al fine di guidare le decisioni sul trattamento“.


Malhotra ha accusato le aziende farmaceutiche di “ingannare il sistema” spendendo in pubblicità e marketing il doppio di quanto spendano in ricerca medica.


La prescrizione di farmaci fa spesso più male che bene, e i rischi maggiori li sopportano gli anziani.

Un ricovero ospedaliero su tre negli over-75 è dovuto alla reazione avversa a un farmaco



Lo stesso dice dell’efficacia del Tamiflu, un farmaco contro l’influenza per il quale il sistema sanitario ha già pagato 473 milioni di sterline.

Un resoconto del 2014 di un gruppo di noti ricercatori ha concluso che il Tamiflu non risultava maggiormente efficace del comune paracetamolo [anche noto come Tachipirina, NdT].

Il dottor Malhotra cita anche un’indagine della rivista medica BMJ, che all’inizio del mese ha suggerito che Rivaroxaban, importante farmaco anticoagulante, non è così sicuro e privo di rischi come gli studi pubblicati suggerivano, per quanto le autorità difendano l’uso del farmaco.


Scrive: “Per amore della nostra futura salute e della sostenibilità del sistema sanitario nazionale, è tempo che si metta in campo una vera azione collettiva contro l’eccesso di medicine, iniziando dalla Commissione parlamentare per l’audizione pubblica, affinché lanci un’inchiesta indipendente sull’efficacia e la sicurezza dei farmaci“.


Oltre che da Richard Thompson, il dottor Malhotra è sostenuto anche dal professor John Ashton, presidente della Facoltà di Scienze della Salute, dallo psichiatra JS Bamrah, presidente della British Association of Psysicians of Indian Origin, dal cardiologo Rita Redberg, direttore della rivista medica JAMA Internal Medicine, e infine dal professor James McCormack, scienziato farmacologo.



In breve:


1) Una distorsione nel finanziamento alle ricerche – che vengono finanziate perché si presume siano redditizie, anziché per i benefici ai pazienti;

2) Una distorsione nella propensione a pubblicare gli studi da parte delle riviste scientifiche di ambito medico;

3) Il conflitto d’interesse commeriale e l’incapacità di medici e pazienti di capire le statistiche sanitarie e i rischi.


Tutte queste cose stanno contribuendo a un’epidemia di medici e pazienti disinformati


Ma, cosa più preoccupante di tutte, questa disperata situazione sta costando decine di migliaia di vite umane in tutto il mondo e miliardi alle economie nazionali.




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