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ACUFENE, DIVERSE LE POTENZIALI CAUSE, MA ATTENZIONE ALLA NEUROINFIAMMAZIONE

Nascimben Andrea



L'acufene può derivare da molteplici cause, spesso interconnesse, che vanno da problemi legati all'orecchio interno, a fattori neurologici,  all'uso di farmaci e a condizioni sistemiche generali. Vediamo alcune delle possibili cause :


Presbiacusia (La perdita uditiva riduce l'input sensoriale al cervello. Il sistema nervoso centrale può compensare questa riduzione aumentando l'attività spontanea dei neuroni uditivi), Accumulo di Cerume (amplificazione dei rumori interni e relativo disturbo del nervo cocleare), Infezioni batteriche (incremento dell’endolinfa come nella malattia di meniere), Neuroma Acustico (Tumore benigno sul nervo cocleare), alterazioni neuronali da danno assonale (Sclerosi multipla), Lesioni del nervo uditivo di natura infettiva cronica, Ipertensione, ipotensione, ovvero riduzione della perfusione vascolare (placca ateromasica carotidea, compressione dell’arteria vertebrale), Disfunzioni dell'ATM, Farmaci ( antibiotici (come la gentamicina, Alcuni chemioterapici, FANS, Diuretici come la furosemide).



Una delle principali cause dell’acufene potrebbe essere l’Infiammazione cronica, una condizione sottodiagnosticata per fattori formativi-culturali della medicina prescrittiva unitamente ad una oggettiva difficoltà a porre diagnosi di infiammazione certa.

 

La Neuroinfiammazione può causare una cronica vasodilatazione e un aumento della permeabilità dei vasi sanguigni, ed un minor drenaggio venoso ( e relativo accumulo di metaboliti e relativo incremento infiammatorio)


Le condizioni di neuroinfiammazione su base cronica possono coinvolgere una serie di strutture del SNC:

i Nuclei Cocleari troncoencefalici, la Corteccia Uditiva, la Corteccia Prefrontale.

Anche l’Amigdala può essere coinvolta alterando l’aspetto emotivo e percettivo di un segnale acustico.  Anche il Talamo trasmette i segnali uditivi alla corteccia uditiva. 


Inoltre anche le cellule ciliate dell'orecchio interno trasducono i suoni in segnali elettrici ed un eventuale danno a queste cellule può alterare la loro normale attività e innescare segnali aberranti.

Il collicolo inferiore agisce come un importante centro di relè e filtro per le informazioni uditive dirette alla corteccia uditiva.




Le cause di questa infiammazione del SNC possono anche essere di natura antigenica , ovvero metaboliti verosimile di natura intestinale, che una volta transitati nel flusso ematico, possono generare un incremento della permeabilità della barriera ematoencefalica (BEE) , una condizione che facilita l'ingresso di antigeni rafforzando la risposta proinfiammatoria.


Non a caso si ha alta prevalenza di permeabilità intestinale ed alta permeabilità della BEE.


La neuroinfiammazione è spesso accompagnata dalla produzione di citochine proinfiammatorie (come TNF-α, IL-1β e IL-6) da parte delle cellule del microglia, le quali possono influenzare i neuroni del tronco encefalico e del sistema uditivo centrale, portando a una percezione anomala del suono.


La neuroinfiammazione è spesso associata a un aumento dello stress ossidativo, che può danneggiare le cellule nervose e i tessuti dell'orecchio interno, alterando la funzione delle cellule ciliate e neuroni uditivi, contribuendo alla percezione dell'acufene.


Il meccanismo neuroinfiammatoorio, comprende vasodilatazione cronica, produzione di citochine proinfiammatorie, attivazione della microglia e stress ossidativo, tutti elementi che possono alterare l’attività neuronale tra questa anche quella di natura uditiva (una condizione che alcuni dati ci suggeriscono avere associazione con l'aumento della permeabilità intestinale)


Le condizioni di neuroinfiammazione sono verosimilmente il principale fattore epigenetico-ambientale che induce la via della chinurenina a proseguire oltre la sintesi di chinurenina metabolizzando in acido chinolinico.

L'acido chinolinico, un prodotto della via della chinurenina, può attivare i recettori NMDA, contribuendo all'infiammazione e alla neurotossicità.


Lo stesso meccanismo potrebbe essere alla base dello sbilanciamento in favore del Glutammato rispetto al GABA. 


Che nelle società cosiddette moderne vi possa essere una condizione infiammatoria cronica (di basso grado) diffusa e ubiquitaria su molti tessuti è cosa oramai nota in ambito di letteratura ed è altrettanto nota la correlazione che intercorre tra l'incremento della permeabilità intestinale e quella della barriera ematoencefalica (BEE).

Non è affatto evento isolato registrare riduzione della sintomatologia da acufene ( fino ad una completa risoluzione ) agendo direttamente sul transito intestinale, un’iniziativa tesa a migliorare la selettività della barriera epiteliale, un intervento che non può prescindere dall'aspetto nutrizionale ….

Anche in una eventualità patologia-disfunzionale di un ambito anatomico molto distante dal tratto digerente come l'orecchio interno, può sorprendentemente avere grande giovamento dal ripristino dell’Eubiosi e del miglioramento della regolarità dell'alvo (due facce della stessa medaglia)


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