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BATTERI SIMBIOTICI: Eubacterium Hallii

Nascimben Andrea


Con in Post di oggi, si arrichisce la breve saga dedicata ai nostri magnifici batteri SIMBIOTICI, oggi tratteremo di Eubacterium hallii uno dei maggiori produttori di butirrato presenti nell'intestino umano ( Louis, P.; Young, P.; Holtrop, G.; Flint, H.J. Diversity of human colonic butyrate-producing bacteria revealed by analysis of the butyryl-CoA:acetate CoA-transferase gene. Environ. Microbiol. 2010)

Quantitativamente, la specie rappresenta fino al 3% dei batteri totali presenti nelle feci di individui sani, per quanto riguarda la tassonomia, questo anaerobio obbligato appartiene al phylum Firmicutes, classe Clostridia, e famiglia Eubacteriaceae



La quantità di Eubacterium spp. è stato riportato che diminuiscono nei pazienti con Colite Ulcerosa e Morbo di Crhon rispetto agli individui sani, indicando il suo valore in una comunità microbica sana ed equilibrata (Hirano, A.; Umeno, J.; Okamoto, Y.; Shibata, H.; Ogura, Y.; Moriyama, T.; Torisu, T.; Fujioka, S.; Fuyuno, Y.; Kawarabayasi, Y.; et al. Comparison of the microbial community structure between inflamed and non-inflamed sites in patients with ulcerative colitis. J. Gastroenterol. Hepatol. 2018)

Per quanto riguarda la salute intestinale, E. hallii potrebbe anche essere coinvolto nella disintossicazione di alcuni cancerogeni presenti negli alimenti cotti ad alte temperature come la piridina (Fekry, M.I.; Engels, C.; Zhang, J.; Schwab, C.; Lacroix, C.; Sturla, S.J.; Chassard, C. The strict anaerobic gut microbe Eubacterium hallii transforms the carcinogenic dietary heterocyclic amine 2-amino-1-methyl-6-phenylimidazo[4,5-b]pyridine (PhIP). Environ. Microbiol. Rep. 2016)


Poiché E. hallii non potendo utilizzare carboidrati complessi, fa affidamento su zuccheri semplici come come fruttosio, glucosio, mannosio, lattosio o intermedi metabolici abbondantemete forniti da Bifobatteri bifidum come fonti di energia per produrre Butirrato (Scott, K.P.; Martin, J.C.; Duncan, S.H.; Flint, H.J. Prebiotic stimulation of human colonic butyrate-producing bacteria and bifidobacteria, in vitro. FEMS Microbiol. Ecol. 2014)


Nell'intestino umano, dove E. hallii fa parte di complesse reti nutrizionali, questo batterio è presumibilmente alimentato in modo incrociato da altri microbi, infatti studi di co-coltura hanno rivelato interazioni di alimentazione incrociata tra lattobacilli, bifidobatteri e batteri del colon produttori di butirrato (Moens, F.; Verce, M.; De Vuyst, L. Lactate- and acetate-based cross-feeding interactions between selected strains of lactobacilli, bifidobacteria and colon bacteria in the presence of inulin-type fructans. Int. J. Food Microbiol. 2017, STUDIO ; Bunesova, V.; Lacroix, C.; Schwab, C. Mucin Cross-Feeding of Infant Bifidobacteria and Eubacterium hallii. Microb. Ecol. 2018)

Poiché gli oligosaccaridi come l'Inulina vengono metabolizzati in acetato e lattato da lattobacilli e bifidobatteri, E. hallii e altri batteri possono utilizzare questi metaboliti nella produzione di butirrato.

La relazione tra E. hallii e Akkermansia muciniphila è un altro esempio di alimentazione incrociata poiché questi due batteri mostrano sintropia bidirezionale. Belzer et al. ha dimostrato che quando Akkermansia muciniphila degrada la mucina, rilascia oligosaccaridi e 1,2-propandiolo che E. hallii può utilizzare per la sua crescita, a sua volta, E. hallii produce la pseudovitamina B 12 , che Akkermansia muciniphila può utilizzare per produrre propionato.


Un magnifico esempio di simbiosi e sinergia che solo un antichissimo sistema biologico può poter realizzare nel corso di milioni di anni e prima di pensare ad "integrare" dall'esterno con formule di laboratorio o modalità protocollari, molto più opportuno sarebbe rispettare un sistema biologico ( quello nostro e dei nostri batteri) che si è plasmato fondamentalmente sulla base di ciò che ha utilizzato come fonti alimentari nel corso della sua lunghissima storia evoluzionistica.

Prima pensiamo innanzitutto ad alimentarci con le quantità corrette di Fibre, e micronutrienti di cui il microbiota necessita per lasciare ad un n eventuale Probiotico il ruolo di completamento di un corretto percorso nutrizionale.






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