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CARATTERISTICHE GENERALI PER UNA DIETA SANA

Aggiornamento: 26 nov 2019


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Il piano nutrizionale che ho voluto riportare qui di seguito, raccoglie l’excursus evolutivo che ha accompagnato la nostra specie nel corso di questi ultimi 5 milioni di anni. Rispettare gli adattamenti che si sono succeduti durante la nostra evoluzione (decine di milioni di anni) è fattore imprescindibile se vogliamo essere rispettosi delle nostre caratteristiche biologiche e dunque del nostro DNA.




Il piano nutrizionale che ho voluto riportare qui di seguito, considera l’excursus evolutivo che ha accompagnato la nostra specie nel corso di questi ultimi 5 milioni di anni.

Un’alimentazione di questo tipo ha come scopo quello di rispettare, nel limite del possibile, le abitudini alimentari che hanno accompagnato, ed anzi plasmato, l’evoluzione dei nostri antenati.


Come molti illustri studiosi della paleoantropologia e delle scienze della nutrizione, ci suggeriscono, per comprendere le necessità nutrizionali dell’uomo, è fondamentale considerare i numerosi meccanismi biologici che si sono sviluppati nel corso di milioni di anni, sulla base dei diversi stimoli ambientali (disponibilità di un determinato cibo, temperatura, predatori).




Bisognerebbe sempre considerare che i numerosi adattamenti cellulari in ambito nutrizionale, hanno seguito diversi percorsi a seconda dei territori e a seconda delle diverse condizioni climatiche. Studi di chapman, Cordain e Lewin hanno dimostrato che gli adattamenti sono stati differenti e molteplici, come per esempio l’introduzione graduale degli strumenti di caccia (metodi di caccia organizzata e collettiva).

Una pratica, quella della caccia, sviluppatasi a partire soprattutto dall’Homo erectus ( vissuto tra i 1,6-1,3 milioni di anni fa) e via via intensificata durante le numerose ere glaciali iniziate tra 1,5 milioni di anni fa fino a 10 mila anni fa.

Ciò ha significato maggior ingresso di proteine nell’alimentazione.Ma è altresì doveroso considerare che vi è una storia di almeno altri 3 milioni di anni precedentemente a questa evoluzione carnivoro-onnivora, la quale prevedeva un’alimentazione sostanzialmente vegetariana e della quale bisogna necessariamente tenerne conto.


Definire Paleolitica una dieta di un determinato periodo storico (da 2,5 milioni di anni a 11 mila anni fa) è non solo riduttivo ma antropologicamente non corretto poiché le assunzioni dietetiche dei nostri antenati sono state numerose e differenti a seconda dei territori e dei diversi periodi storici.



Vediamo quello che potrebbe essere un metodo nutrizionale rispettoso delle caratteristiche genetiche maturate dall’uomo, sulla base dell’esperienza evolutiva.


Es. Uomo, 45 anni, in buona salute, alto 1,77cm, peso 70-72 kg, sedentario.

Il fabbisogno giornaliero previsto per un soggetto di questo tipo, è stimato dai LARN Europei in 2.250 Kcal/di (ovvero 1650 di basale + 650 per l’attività lavorativa)

Nel caso svolgesse attività lavorativa pesante, le tabelle DGA prevedono un’ulteriore integrazione di 750-800 Kcal.



Queste calorie potrebbero essere suddivise nelle seguenti proporzioni:


A) 30-35 % da carboidrati pari a 940 Kcal (di cui 620 Kcal, da frutta, frutta secca, verdura, bacche, radici e tuberi. 320 Kcal da cereali integrali, che corrispondono a 100 gr di cereale). Questa soluzione è quella più rispettosa dei meccanismi biologici legati all’evoluzione della specie. Se non vi sono condizioni infiammatorie in atto, si potrebbe integrare con ulteriori 50 gr di cereali (160 Kcal) e sottraendoli dai carboidrati ancestrali.


B) 45-50 % da grassi pari a 940 Kcal (di cui 640 Kcal da grassi di origine vegetale, olio di oliva, noci, mandorle, semi vari. Le altre 300 Kcal da grassi saturi animali, in primis uova biologiche e formaggi stagionati provenienti da animali al pascolo. Se il soggetto è in una cond