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DIETA MEDITERRANEA: Ma cosa si intende?

Nascimben Andea




Spesso si equivoca con il termine "Mediterranea" e in molti casi si attribuiscono positivi risulati ad una generica dieta "Mediterranea", ma senza definire cosa si intenda e soprattutto quali siano i cibi previsti.

In seguito ad un dibattito, sorto in alcuni gruppi del Diabete, in ordine alle caratteristiche salutistiche che avrebbe la dieta mediterranea, vi riportarvi uno degli studi che venivano citati a dimostrazione di quanto la dieta “mediterranea” fosse di gran lunga, la soluzione migliore per contrastare le malattie cardiovascolari.

Esseno un tema che potrebbe interessare un ampio pubblico, ho deciso di inserirlo all'interno del Blog.


Buona lettura.



Titolo dello studio: “Prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari con una dieta mediterranea”

SFONDO

Studi di coorte osservazionali e uno studio di prevenzione secondaria hanno mostrato un'associazione inversa tra aderenza alla dieta mediterranea e rischio cardiovascolare. Abbiamo condotto uno studio randomizzato di questo modello dietetico per la prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari.

METODI

In uno studio multicentrico in Spagna, abbiamo assegnato in modo casuale i partecipanti ad alto rischio cardiovascolare, ma senza malattie cardiovascolari all'arruolamento, a una delle tre diete:

una dieta mediterranea integrata con olio extravergine di oliva, una dieta mediterranea integrata con noci miste o una dieta di controllo (con bassi grassi).

L'endpoint primario (ovvero l’obbiettivo principale) era il tasso di eventi cardiovascolari maggiori (infarto miocardico, ictus o morte per cause cardiovascolari). Sulla base dei risultati di un'analisi ad interim, lo studio è stato interrotto dopo un follow-up mediano di 4,8 anni.

RISULTATI

Sono state arruolate 7447 persone (fascia di età, da 55 a 80 anni); Il 57% erano donne. I due gruppi di dieta mediterranea hanno mostrato una buona aderenza all'intervento, secondo le analisi di assunzione auto-riportate e biomarcatori. Un evento dell'end-point primario si è verificato in 288 partecipanti. Nel gruppo assegnato a una dieta mediterranea con olio extravergine di oliva (96 eventi) e il gruppo assegnato a una dieta mediterranea con frutta a guscio (83 eventi), rispettivamente, rispetto al gruppo di controllo (109 eventi).

CONCLUSIONI

Tra le persone ad alto rischio cardiovascolare, una dieta mediterranea integrata con olio extravergine di oliva o noci ha ridotto l'incidenza di eventi cardiovascolari maggiori.




Leggendo questo cosa pensereste?

Che ovviamente la “dieta mediterranea” è utile a diminuire l’incidenza di malattie cardiovascolari.


Ma, la prima domanda che dovremmo porci dovrebbe essere: cosa si intende per dieta mediterranea ? e quali cibi la caratterizzano ?


Se facessimo la domanda a 10 persone (italiane), 9 risponderebbero che come primo elemento ci deve essere la pasta, il pane, e i cereali in genere, e secondariamente olio di oliva, frutta e verdura.


Effettivamente esiste anche questo tipo di dieta mediterranea, ma ne esistono anche altre diverse tipologie:

alcune con alti grassi, soprattutto vegetali, in primis olio di oliva e frutta secca e dunque con un contenuto di carboidrati più basso, oppure alcune prevedono come carboidrati i legumi, che notoriamente sono ricchi di fibra ed hanno un minor carico glucidico rispetto a pasta e pane, cibi ad alta densità glucidica (e sostanzialmente privi di fibra).





Analizziamo, nel dettaglio lo studio in oggetto:


Nella dieta mediterranea del primo gruppo di soggetti partecipanti, i ricercatori prevedevano l’utilizzo abbondante di olio extra vergine dai 50 ai 150 gr al giorno (che significa dalle 400 calorie alle 1200 solo provenienti dall’olio), i carboidrati era rappresentati da almeno 3 porzioni di legumi, a settimana.


Non era prevista pasta, pane o riso.


Dunque le calorie che provenivano dai carboidrati erano sotto il 40% mentre quelle provenienti dai grassi, prevalentemente vegetali erano compresi tra il 25 e 50% , mentre le proteine erano comprese tra il 10 e il 15%.


Anche la seconda tipologia di dieta mediterranea, adottata dal secondo gruppo di partecipanti, non comprendeva i cereali come pasta, pane e riso, bensì i legumi mentre il grasso vegetale era rappresentato da 30 gr di frutta secca al giorno.


In queste due tipologie di diete erano suggeriti i pesci grassi, dunque salmone e sgombro.


Nel gruppo di controllo invece venivano suggerite carni magre, poco olio di oliva, e i carboidrati prevedevano essenzialmente pasta, pane, patate e riso, almeno 3 porzioni a settimana.


Dunque stiamo parlando comunque di 3 DIETE MEDITERRANEE, ma diverse nei loro alimenti base come l’olio di oliva e diverse per la qualità dei carboidrati.


Gli alimenti che caratterizzano, un pò tutte le diete mediterranea sono infatti 3:


olio di oliva, frutta e verdura, di chè ogni paese integra ciò che culturalemente è di sua apparteneza, come per esempio più formaggi in grecia e in sardegna , più pasta nel sud italia, più legumi in medio oriente e dunque si caretterizzano in base ad usi e costumi del luogo, ogni paese che si affaccia sul mediterraneo ha personalizzato la proria dieta mediterranea.


La dieta mediterranea ad alti grassi e bassi carboidrati ha, per molti aspetti, alcuni elementi in comune con la dieta del dott Atkins, la quale prevede elevate quantità di grassi, così come anche la paleolitica prevede frutta, verdura, olio di oliva e frutta secca.


La differenza è rapprsentata dalla diversa quota èroteica, che nella paleo sono intorno al 25% mentre nella medierranea sono comprese tra il 10 e il 15%, mentre sovrapponibile per quanto riguarda i carboidrati intorno al 35-40% nella mediterranea a bassi carbo e intorno al 25-30% nella paleolitica.



In conclusione, in questo studio, i nutrienti che hanno dimostrato di avere effetti benefici nelle malattie cardiovascolari, (e che in altri studi hanno saputo incidere anche su riduzione della colesterolemia LDL, della emoglobina glicata e pressione arteriosa)


sono quelle diete che al loro interno hanno abbondanti quantità di olio di oliva, 3-4 porzioni di frutta e verdura, frutta a guscio e da moderate a basse quantità di carboidrati (con pochissimi cereali) preferibilmente provenienti dai legumi.



Pertanto, quando leggete titoli, in cui si pubblicizza grande efficacia di una determinata dieta, oppure vengono riportate le conclusioni di qualsivoglia studio,


il mio suggerimento è di andare a leggerne il contenuto, perché, spesso (anche tra gli specialisti), si tende ad equivocare le risultanze delle ricerche, (in funzione del modello preferito)


arrivando a conclusioni, molto spesso affrettate, in questo caso credendo, erroneamente, che pasta, pane e pizza, siano cibi salutistici.




Buona Informazione a tutti



Studio originale

https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa1200303


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