GLI ACIDI GRASSI A CORTA CATENA CI PROTEGGONO DALL'OSTEOPOROSI

Aggiornamento: 19 set 2019

Nascimben Andrea


Un'altro studio conferma l'importanza del nostro Microbioma nella protezione della Salute a 360 gradi.

In questo caso si mette in evidenza una strettissima relazione tra uno dei tanti prodotti metabolici del nostro mondo microbico intestinale, con la protezione del tessuto osseo da eventi degenerativi osteoporotici.


Studio pubblicato su : Nat Commun. 4 gennaio 2018; 9 (1): 55. doi: 10.1038 / s41467-017-02490-4.

"Gli acidi grassi a catena corta regolano la massa ossea sistemica e proteggono dalla perdita ossea patologica".

Lucas S 1 , Omata Y 1 , Hofmann J 2 , Böttcher M 3 , Iljazovic A 4 , Sarter K 1 , Albrecht O 1 , Schulz O 1 , Krishnacoumar B 1 , Krönke G 1 , Herrmann M 1 , Mougiakakos D 3 , Strowig T 4 , Schett G 1 , Zaiss MM 5 .

Informazioni sull'autore

1

Dipartimento di medicina interna 3, reumatologia e immunologia, Università Friedrich-Alexander-Erlangen-Nürnberg (FAU) e Universitätsklinikum Erlangen, 91054, Erlangen, Germania.

2

Divisione di Biochimica, Dipartimento di Biologia, Università Friedrich-Alexander Erlangen-Nürnberg (FAU), 91054, Erlangen, Germania.

3

Dipartimento di medicina interna 5, ematologia e oncologia, centro di ricerca traslazionale, ospedale universitario di Erlangen, 91054, Erlangen, Germania.

4

Centro Helmholtz per la ricerca sulle infezioni, 38124, Braunschweig, Germania.

5

Dipartimento di medicina interna 3, reumatologia e immunologia, Università Friedrich-Alexander-Erlangen-Nürnberg (FAU) e Universitätsklinikum Erlangen, 91054, Erlangen, Germania. mario.zaiss@uk-erlangen.de.




SINTESI DEL DOCUMENTO SCIENTIFICO

I metaboliti microbici (sono prodotti generati dall’attività metabolica dei nostri batteri) sono noti per modulare le risposte immunitarie dell'ospite (gli ospiti siamo NOI)

I principali metaboliti derivanti ​​dalla fermentazione microbica delle fibre alimentari non digeribili all'interno del nostro Intestino, sono gli acidi grassi a catena corta (SCFA), composti in grado di influenzare le funzioni immunitarie locali e sistemiche.


In questo studio, si mostra come gli SCFA siano potenti regolatori del metabolismo di alcune cellule delle nostre ossa (gli osteoclasti)

Il trattamento con SCFA e l'alimentazione ricca di fibre aumenta significativamente la massa ossea e previene la perdita ossea che avviene nella fase post menopausa e in condizioni infiammatorie croniche.

Gli effetti protettivi di SCFA sulla massa ossea sono associati all'inibizione degli osteoclasti, e riducendo di conseguenza il riassorbimento osseo, mentre non risulta influenzata la formazione ossea.

La cascata di eventi è la seguente: FIBRE alimentari non digeribili, favoriscono l'attività metabolica dei batteri simbiotici i quali produrranno elevate quantità di SCFA. Questi composti, tra le numerose funzioni, svolgono anche quella di stimolare le cellule T a trasformarsi in Treg . Queste ultima tipologia cellulare, ha la capacità di inibire le attività degli osteoblasti, con il risultato di diminuire nel compesso il catabolismo osseo.


In buona sostanza, gli SCFA, inibiscono le cellule deputate alla distruzione ( catabolismo) osseo, ovvero gli Osteoclasti, con il risultato di avere una maggiore “costruzione” ed una minore “distruzione” del tessuto osseo.



vitamina K2

Oltre a quanto emerso nello studio, la demineralizzazione dell’osso è dovuta anche ad altri importanti aspetti.

Per aumentare il metabolismo osseo vi sono coinvolti 3 ormoni: VitD, Calcitonina e Paratormone.

Oltre ai tre composti sopra citati, è necessaria la vitK2.


Quest'ultima è una vitamina sintetizzata dai nostri batteri intestinali che utilizzano quale substrato gli acidi biliari. Questi ultimi vengono prodotti in basse quantità dal fegato se ci si trova in una condizione infiammatoria cronica di basso grado, oppure se vi abbondante presenza di glucosio nel sangue (meccanismo inibitorio sull'enzima chiave CYP7..).



Dunque per evitare condizioni di osteopenia in una prima fase e osteoporosi successivamente, si suggerisce di raggiungere due imprescindibili condizioni:


1) Ridurre l’infiammazione cronica di basso grado

2) Ottenere un microbioma simbiotico.


Per sapere come fare dal punto di vista pratico, per potenziare questi due imprescindibili aspetti, viene suggerita la lettura di altro materiale informativo presente sempre in questo BLOG.





Link dello studio citato

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5754356/



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