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INTESTINO, MICROBIOTA E INFIAMMAZIONE; facciamo un ragionamento complessivo.



Il rivestimento epiteliale intestinale, costituisce una barriera che separa l'host (l'ospite, ovvero noi stessi) dall'ambiente.


In condizioni patologiche, la permeabilità del rivestimento epiteliale può essere compromessa permettendo il passaggio di tossine, antigeni e batteri nel lume (l'interno dell'intestino) per entrare nel flusso sanguigno creando un "intestino perdente".


Negli individui, con una predisposizione genetica, un intestino perdente può permettere fattori ambientali per entrare nel corpo e innescare l'iniziazione e sviluppo di malattie autoimmuni.


Evidenze crescenti, dimostrano che il microbiota intestinale è importante per sostenere la barriera epiteliale e quindi svolge un ruolo chiave nella regolazione dei fattori ambientali che entrano nel nostro organismo.



Alcuni recenti rapporti hanno dimostrato che i probiotici possono invertire il fenomeno dell'intestino perdente (leaky gut), migliorando la produzione di proteine di giunzione,


così come i batteri patogeni che possono facilitare un intestinale perdente e indurre sintomi autoimmuni.


La modulazione del microbiota intestinale è un potenziale metodo per regolare la permeabilità intestinale e può contribuire a modificare, in meglio lo sviluppo delle malattie autoimmuni.



Introduzione

Per scopi di digestione e assorbimento, i mammiferi hanno sviluppato un sistema gastrointestinale molto complicato e altamente specializzato, rappresentato dalla barriera della mucosa ( 1).


Tuttavia, oltre alle sostanze nutritive assorbibili, la mucosa intestinale affronta anche antigeni che arrivano dall'esterno, compresi antigeni alimentari, batteri commensali, agenti patogeni e tossine.

Pertanto, è necessaria una funzione barriera specializzata per bloccare l'ingresso di diversi antigeni esterni e assorbendo, allo stesso tempo, sostanze nutritive.


Questa barriera è mantenuta da un solo strato di cellule epiteliali specializzate che sono collegate tra loro da proteine ​​strette (TJ). Molti altri fattori aiutano a sostenere questa barriera, come lo strato di muco protettivo, mucine (molecole antimicrobiche), immunoglobuline A (che hanno il compito di legarsi all’antigene e veicolarlo verso i recettori delle cellule M)


Se si verificano anomalie tra questi fattori, la permeabilità intestinale può aumentare, ovvero ciò che viene definito come "intestino perdente". Un intestino perdente consente l'ingresso di antigeni esterni dal lume intestinale all'interno del circolo ematico dell'ospite (gli ospiti siamo NOI) promuovendo sia risposte immunitarie locali che sistemiche.


Molte malattie possono manifestarsi o essere esacerbate a causa di un intestino perdente, comprese le malattie autoimmun, i quali , la celiachia, l'epatite autoimmune, il diabete di tipo 1 (T1D), la sclerosi multipla e il lupus eritematoso sistemico (SLE) (2 - 6 ).


Numerosi fattori possono influenzare la permeabilità dell'intestino, come i vari composti derivanti dalla dieta, lo stress e la disbiosi di microbiota intestinale.


I recenti progressi nella biologia molecolare, inclusa la tecnologia di sequenziamento di nuova generazione, hanno permesso ai ricercatori di acquisire nuove conoscenze in questo campo di ricerca. Molte evidenze suggeriscono che il microbiota intestinale è importante per modulare la permeabilità intestin