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MALATTIE AUTOIMMUNI: 3 meccanismi che distruggono i nostri tessuti

Aggiornamento: 9 lug 2019

Nascimben Andrea






ANDIAMO SUBITO AL DUNQUE, E SPIEGHIAMO CON SEMPLICITA’ I 3 MECCANISMI CHE PORTANO LA DISTRUZIOE DEI NOSTRI TESSUTI NELLE MALATTIE AUTOIMMUNI. DISORDINI CHE POSSONO COLPIRE CHIUNQUE.

A DETERMINARLE NON SOLO FATTORI GENETICI.


Dopo il primo POST che spiega in sintesi, la stretta relazione esistente tra Malattie Autoimmuni e Permeabilità dell’Intestino, oggi definiamo, sinteticamente, le basi che accomunano le malattie di questa natura.



-Tutte le malattie autoimmuni hanno una fortissima base infiammatoria.

-Tutte le malattie autoimmuni dimostrano di avere un evento infettivo scatenante

-Tutte le malattie autoimmuni dimostrano di avere una Infiammazione Cronica di Basso Grado.


-Tutte le malattie autoimmuni hanno molti biomarkers infiammatori alterati, come:

elevata PRC, elevata Omocisteina, Bassa Vitamina D, alterato Rapporto Omega3/Omega6 (AA/EPA), citochine pro-infiammatorie elevate a partire da: Leptina, Interluchina-2 e IL-6, TNF , bassi i livelli di Linfociti Treg e bassi i livelli di IL-10.

(le citochine sono molecole proteiche che le cellule dell’immunità e gli epiteli, rilasciano per rafforzare l’intervento del sistema immunitario. A questa attivazione corrispondono anche interventi sul piano nervoso).


Inoltre troviamo ridotte le Vitamine del complesso B (soprattutto B12 e B9), elevati livelli di LDL (colesterolo "cattivo"), ridotto HDL, ed altri markers ancora come la Calprotectina.

Spesso troviamo in clinica condizioni di Resistenza all’insulina, diabete tipo2 e Ipertensione.


MOLTI EVENTI FISIOPATOLOGICI PRESENTI IN DIVERSE MALATTIE, DIMOSTRANO DI AVERE MOLTISSIME CORRELAZIONI FUNZIONALI TRA LORO, IN UNA LOGICA SPESSO MECCANICISTICA di causa effetto reciproca.


Scusate se complico il quadro ma quello che voglio farvi comprendere è che VIVIAMO IN UN FITTISSIMO NEWORK FUNZIONALE che abbraccia un Macrosistema NEURO_IMMUNO_ENDOCRINO e SOMATICO, ed ognuno dei "SOTTOSISEMI", inevitabilmente influenzerà l’altro, ma soprattutto bisogna essere consapevoli che gran parte delle malattie hanno una fonte comune: il sistema enterico nel suo complesso (Barriera epiteliale + sist. Immunitario + sist. Nervoso + antigeni alimentari).


Spiegare la patogenesi delle malattie autoimmuni non è cosa semplice. In questa sede proveremo a descrivere (sinteticamente) i TRE meccanismi di patogenesi, che comportano la distruzione del proprio tessuto (Tessuto Self):




1- MIMETISMO MOLECOLARE.

Una risposta immunitaria ad antigeni NO SELF (proteine alimentari presenti nella lamina propria dell’Intestino, Metaboliti batterici e composti Virali (PAMPs)) ovvero che non fanno parte del nostro patrimonio genetico, ma che “assomigliano” in termini di catena amminoacidica a quelli self (ovvero del nostro patrimonio genetico).

Il sistema immunitario attacca dunque questa isoforma proteica senza distinzione Self/NO Self, interpretandolo come agente “Estraneo” anche il tessuto proprio.




2-LINFOCITI T “invecchiati”.

Si registra una eccessiva risposta immunitaria a causa di una prolungata emivita dei LinfocitiT.


In buona sostanza questa tipologia di cellule immunitarie, pur risultando ”vecchie” rispetto a quanto previsto dai programmi genetici, continuano a rimanere stranamente in vita.

Questo è un fenomeno ancora non del tutto compreso, ma pare sia riconducibile ad un cronico bersagliamento delle celluleT da parte di citochine proinfiammatorie, come le IL-15 e TNF. Questo bombardamento continuo, rende i LinfocitiT COSTITUTIVAMENTE ATTIVI, ovvero si mantengono attivi per molto tempo, perdendo la loro capacità di riconoscimento del tessuto self.

L’eccessivo “invecchiamento”di queste cellule è dunque il responsabile della loro incapacità a saper distinguere i tessuti propri dai Non propri, attaccandoli indistintamente.



3-LINFOCITI IMMATURI

Alcuni linfociti sfuggono al controllo selettivo da parte della milza (tessuto reticolare) lasciando che parte di Linfociti IMMATURI, e dunque incapaci di saper distinguere i tessuti propri da i non propri, possano esser liberi di circolare nel sistema organico.

La selezione dei linfociti è altissima; oltre il 95% non passano la selezione, ma in questo caso alcuni di essi entrano nel flusso ematico impreparati a riconoscere i nostri tessuti.






Alla base di tutti e tre i meccanismi sopradescritti, vi è sempre una cronica infiltrazione di agenti patogeni (RNA virali, batteri, funghi e soprattutto metaboliti batterici, PAMPs, antigeni alimentari) attraverso la barriera epiteliale dell’intestino. Un intestino perdente (Leaky gut), espone qualsiasi tessuto e qualsiasi organo ad attacco patogeno. Le risposte del sistema immunitario possono anche non essere proporzionate e idonee all’evento e innescare fenomeni come quelli sopra citati.


Una volta nel flusso ematico (parliamo di Endotossinemia e non Setticemia) questi composti per la gran parte metaboliti batterici, come LPS (lipopolisaccaridi) sono in grado di attivare una o più di quelle cascate di eventi appena descritti.


Da qui in avanti in relazione ai tessuti o agli organi colpiti vengono date le diverse definizioni cliniche; Se il tessuto colpito sarà osteoarticolare si chiamerà Artrite Reumatoide, se ad essere colpito dall’attacco autoimmune sarà quello pancreatico (delle cellule Beta) verrà definito come Diabete tipo1, se coinvolgerà l’intestino il nome attribuito sarà Morbo di Crohn, piuttosto che Celiachia, se l’organo bersaglio sarà la tiroide, la diagnosi definirà la Tiroidite di Hashimoto, se sarà un coinvolgimento sistemico la diagnosi parlerà di Lupus eritematoso Sistemico, e così via.


Come riportano una mole di dati sempre crescente, i meccanismi che sottendono alla PATOGENESI, sono differenti, ma l’eziologia è sempre la stessa, ovvero riconducibile per la gran parte, ad “alterazioni” intestinali (disbiosi, permeabilità, infiammazione cronica, eccessi proliferativi).


I fattori genetici danno un loro contributo certamente, ma non significativo, almeno per gran parte delle malattie. Negli ultimi anni la ricerca (discipline OMICHE) ha dimostrato che il fattore genetico (inteso come struttura fisica, statica) è poco determinante sull’insorgenza delle malattie, ma piuttosto sono i fattori EPIGENETICI (nutrizione e stile di vita) a determinare condizioni e sviluppo.



In CONCLUSIONE:

Linee di evidenza sempre più consistenti, confermano che L’INFIAMMAZIONE CRONICA DI BASSO GRADO ESPONE QUALSIASI PERSONA AD EVENTI PATOLOGICI.

L’INFIAMMAZIONE CRONICA è IL SUBSTRATO SUL QUALE PUO’ ATTECCHIRE QUALSIASI MALATTIA.




Questa modalità di infiammazione dipende essenzialmente da due fattori:

1) Apertura della barriera intestinale (leaky gut), a sua volta legata a disbiosi. L’alterazione del microbioma dipende fondamentalmente da fattori nutrizionali ( e psico-emotivi).


2) L’infiammazione di basso grado attivata da induzione metabolica ( presenza costante di elevata glicemia) è funzionale al ricambio dei tessuti, ma se mantenuta nel tempo diventa infiammazione cronica.




Per ulteriori dettagli vedere:

Progetto Autoimmunità

Progetto Salute

Progetto Antireflusso




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Buona Salute a Tutti






Riferimenti

1. Peterson LW, Artis D. Cellule epiteliali intestinali: regolatori della funzione barriera e dell'omeostasi immunitaria. Nat Rev Immunol (2014) 14 (3): 141-53. doi: 10.1038 / nri3608

2. Lin R, Zhou L, Zhang J, Wang B. Permeabilità intestinale anomale e microbiota nei pazienti con epatite autoimmune. Int J Clin Exp Pathol (2015) 8 (5): 5153-60.

3. Khaleghi S, Ju JM, Lamba A, Murray JA. L'utilità potenziale della regolazione di giunzione stretta nella malattia celiaca: concentrarsi sull'acetazone di larazotide. Therap Adv Gastroenterol (2016) 9 (1): 37-49. doi: 10,1177 / 1756283X15616576

4. Fasano A, Shea-Donohue T. Meccanismi di malattia: ruolo della funzione barriera intestinale nella patogenesi delle malattie autoimmuni gastrointestinali. Nat Clin Pract Gastroenterolo Hepatol (2005) 2 (9): 416-22. doi: 10.1038 / ncpgasthep0259

5. Tlaskalova-Hogenova H, Stepankova R, Kozakova H, Hudcovic T, Vannucci L, Tuckova L, et al. Il ruolo del microbiota intestinale (batteri commensali) e della barriera della mucosa nella patogenesi delle malattie infiammatorie e autoimmuni e del cancro: il contributo di modelli animali animali germinali e gnotobiotici delle malattie umane. Cell Mol Immunol (2011) 8 (2): 110-20. doi: 10.1038 / cmi.2010.67

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