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MICROBIOTA nell'uomo


Nascimben andrea

Note pre-lettura: quando si cita la parola "ospite", nella terminologia scientifica, si intende la persona/paziente e non i batteri che colonizzano i visceri del tratto gastro intestinale.

Non si tratta soltanto di microbiota intestinali, ma egualmente anche gastrici e del cavo orale. Negli esseri umani si trovano tra le 800 e 1000 specie differenti di microorganismi, i più numerosi sono batteri, ma anche in misura inferiore miceti e virus. Il mondo microbiologico batterico, è suddivisi in una decina di phylum e una 50 famiglie circa, ( gram negativi e positivi; sono così definiti per il mantenimento o meno del colore apportato durante l'analisi chimica di laboratorio), la mmagior parte di queste hanno un metabolismo anaerobico




l numero di geni totale, presenti nel DNA di tutte le famiglie di batteri presenti nell'intestino, è stimato in 3 milioni, rispetto ai nostri 30 mila geni, ovvero cento volte di più mentre dal punto di vista numerico, troviamo oltre 200 -300 mila miliardi di batteri contro i nostri 35-40 mila miliardi di cellule circa 10 volte di più.

Un'importante funzione del microbiota umano è la disgregazione delle sostanze che il nostro sistema enzimatico non è in grado di degradare, come le cartilagini , la cellulosa, l emicellulosa tutte quelle componenti fibrose degli alimenti tutti quelle componenti definite con un termine unico di fibre alimentari ovvero componenti aliennateri che per oi nohanno un potere nuriionale ma per i nostri batteri costrituicono la pricnilapale fonte di sostentanmeto.


Alla nascita il tubo digerente dei neonati è considerato quasi sterile ( con qualche eccezione di batteri placentari) e viene colonizzato immediatamente, a partire dal parto, dai microorganismi con cui viene in contatto provenienti dal tratto riproduttivo e fecale della madre; successivamente i batteri provengono dall'allattamento, poi dall'ambiente, ed infine dai cibi che nel tempo ingerirà.


I neonati che nascono con parto naturale hanno un microbiota simile al tratto vaginale della madre (dominato da Lattobacilli) mentre coloro che nascono con parto cesareo hanno un microbiota inizialmente popolato da batteri che ricordano un po quello della cute della mamma

Dopo la nascita, l’intestino è rapidamente colonizzato da un insieme di batteri anaerobi facoltativi (prevalentemente appartenetti al phylum degli Actinobacteria e Proteobacteria)

Nei primi mesi di vita, l’assunzione di latte materno o latte artificiale modella in maniera differente la composizione del microbiota. In seguito all’assunzione di cibo solido, durante il divezzamento, e ad una aumentata esposizione ambientale, la composizione del microbiota diventa sempre più complessa con arricchimento dei Firmicutes e Bacteroidetes, i due maggiori phylum batterici





E evidnete che le attitudini alimentari portano inevitabilmente a differenziare il prorio patriimonio microbiologico, a livello intestinale, soprattutto quello batterico e le condizioni

Anche se alcuni ceppi batterici sono comuni alla maggioranza dell'umanità, l'80% dei batteri provoca la fermentazione degli zuccheri (comprese le fibre costituite da polisaccaridi in esso contenute), come Lactobacillus e Bifidobacteria, e prevotella sopratutto nel tratto distale dell intestino tenue, e dell'ascendente mentre il restante 20% provoca la putrefazione dei resti delle proteine, come Escherichia, Bacteroides, Eubacteria, Clostridium, sopratutto nel tratto trasverso e discendente del colon.


Le attività cellulari delle cellule epiteliali è notevolmente influenzata e regolata dalla continua interazione con i microrganismi residenti.

I carboidrati non digeribili , cosidette fibre alimentari (Definizione fisiologica: "la fibra alimentare è la