OMEGA3 e INFIAMMAZIONE

Aggiornamento: 21 ott 2021

Nascimben Adrea




Da basse a moderate assunzioni di acidi grassi n-3 a catena lunga (oli di pesce) migliorano alcune funzioni immunitarie, equilibrandole, mentre assunzioni elevate sono inibitorie su un'ampia gamma di funzioni, come ad esempio presentazione dell'antigene (APC), espressione di molecole di adesione (dunque più lenta travasazione delle cellule immunitarie circolanti), minori risposte Th1 e Th2, minore sintesi di citochine proinfiammatorie e produzione di ormoni eicosanoidi.



I PUFA N-3 hanno proprietà antinfiammatorie e immunomodulatorie (1) che si possono esprimere attraverso 3 diversi meccanismi:


1) Diminuzioni dell'espressione genica di numerose citochine come NF-κB, IL-12 e IL-13 (2) IL-6 (3), IL-17A (4), ridotti livelli di proteina infiammatoria dei macrofagi (MIP)-2, e riduzione del Fattore di necrosi tumorale-α (TNF-α) (5)


2) Riduzione della sintesi di Acido Arachidonico di membrana (a n-6 PUFA) e relative prostaglandina E2 (PGE2) (6).


3) Inibizione della generazione di radicali liberi e dello stress ossidativo. Inoltre, un recente studio sugli animali ha inoltre dimostrato che la dieta carente di n-3 PUFA ha esacerbato l'infiammazione, deficit di memoria e cognitivi (7)





Le diete a basso contenuto di grassi saturi ad alto contenuto di PUFA n-3 , come quelli provenienti da oli di pesce riducono la gravità della malattie mediata da autoanticorpi, mentre le diete ricche di LA (acido linoleico) ad alto contenuto di grassi aumentano la gravità della malattia .

I PUFA di entrambe le famiglie n-6 e n-3 sono clinicamente utili nei disturbi autoimmuni infiammatori umani, ma i meccanismi precisi con cui questi acidi grassi esercitano i loro effetti clinici non sono ben compresi. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12848277/ )


Alla luce di questi dati è evidente quanto possa ritenersi utile, nelle malattie autoimmunitarie l'utilizzo di medie/elevate quantità di omega3 (tra i 1.000 ei 2.000 mg) per periodi medio lunghi di tempo e controllando l'ingresso di Omega6.


Come sempre ripeto è bene però non concentrarsi esclusivamente su principi attivi nutraceutici, ma piuttosto regolamentare con attenzione i macronutrienti affinchè vi sia una controllata ( e fisiologica) infiammazione di basso grado, considerando gli Omega3 come un validissimo strumento antinfiammatorio aggiuntivo.


Come si evince da alcuni passaggi prima esposti risulta importante controllare la quantità di grassi saturi di origine animale ma è altrettanto indispensabile limitare l'ingresso calorico proveniente dai carboidrati.

Per quest'ultimo aspetto vi rimando ad altri Post e a documenti video che troverete ampiamente nel canale youtube di SANI E INFORMATI


Buona Nutrizione a tutti





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bibliografia


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2. SalLam M, Motaleb F, Ahmed M, Mahmoud A. Effetto antinfiammatorio degli acidi grassi polinsaturi omega-3 nei bambini con asma bronchiale; relazione al fattore nucleare kappa B (NF-kB) e alle citochine infiammatorie IL-12 e IL-13. Egitto J Biochem Mol Biol. 2010 doi: 10.4314/ejbmb.v28i2.60793. doi: 10.4314/ejbmb.v28i2.60793. [ CrossRef ] [ Google Scholar ]

3. Zhang R, He GZ, Wang YK, Zhou KG, Ma EL. Gli acidi grassi polinsaturi Omega-3 inibiscono l'aumento delle citochine e dei fattori chemiotattici indotti in vitro dal fluido linfatico da un modello di danno da ischemia-riperfusione intestinale. Nutrizione. 2015; 31 :508-514. doi: 10.1016/j.nut.2014.10.015. [ PubMed ] [ CrossRef ] [ Google Scholar ]

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