PRESCRIZIONEDI FARMACI: UNA SOLUZIONE FACILE E VELOCE PER "RISOLVERE" IL CASO

Aggiornamento: 22 nov 2021

Nascimben Andrea




E la sicurezza per la salute?


E’ noto che le stesse farmaceutico organizzano corsi di formazione/approfondimento agli studenti di medicina fin dal primo anno del percorso accademico.

Tutti i programmi di studio relativi alle numerose patologie, che gli studenti di medicina si trovano ad affrontare durante il loro programma formativo, prevedono quasi esclusivamente l'uso sistematico del farmaco come possibile terapia

Complice, di questa deriva medica, l'assoluta fiducia, costruita meticolosamente fin dagli esordi del percorso accademico, nei confronti dei farmaci, ritenuti sicuri ed efficaci e pertanto risulta superfluo provvedere ad una anamnesi del paziente, interpretata invece come cosa lunga, energicamente dispendiosa e dispersiva da parte del medico.

Meglio quindi, a fronte di un'alterazione di un valore ematochimico (o strumentale), redigere immediatamente la prescrizione farmaceutica.


Soluzione facile, immediata, remunerativa, tutelante per il medico (Medicina Difensiva) e rassicurante per il paziente che soddisfatto corre in farmacia con la "soluzione tangibile" in tasca. Ecco che la necessità di rispettare il grande paradigma della medicina meccanicistica "Causa-effetto", diretta e dimostrabile, è assolto appieno.


Tutti soddisfatti dunque: il paziente, con il suo bigliettino rosa che gli consente l'acquisto a basso costo della sostanza chimico-farmaceutica, il medico rasserenato per aver "risolto" il problema rapidamente smistando il paziente altrove (provvisoriamente).

In questo modo, oltre aver rispettato le "linee guida" e pertanto tutelato la sua posizione sul piano medico-legale, consente alle industrie del farmaco di incrementare sempre più i profitti.


Gli esiti sul lungo termine e la pletora incontrollabile di effetti collaterali ?

A questo ci penseremo più avanti.


A fronte di un nuovo disturbo, si adotterà la medesima soluzione; si prescriverà l'ennesimo farmaco. E poi, un altro ancora e poi ancora, sempre tutto all'interno della medesima strategia terapeutica sintomatologica, un metodo totalmente incurante ( sia da parte del medico che del paziente) del circuito vizioso in cui ci si sta infilando irreparabilmente.



Questa consolidata pratica medica comporta:


1) “risolvere” rapidamente il caso clinico


2) mettere in pratica quanto appreso durante il percorso accademico


3) rispettare quanto previsto dalle linee guida


4) effettuare azione di medicina difensiva


5) ottenere sostanzioso ritorno economico elargito dall'industria farmaceutica



La resa dei conti, in termini di salute, prima o poi arriverà, e sarà drammatica.

Non sò quanto un medico esperto, possa essere veramente inconsapevole degli effetti collaterali che un simile paradigma “terapeutico” andrà inevitabilmente a generare.


Non posso credere che non ci si renda conto che, continuare a somministrare farmaci in un continum senza fine, non potrà che portare la persona verso una condizione di malattia, sempre più marcata, sempre più cronica e in comorbilità.



Buoana RIFLESSIONE a tutti



Nascimben Andrea




Bibliografia

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