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PROTEINE ALIMENTARI E BATTERI INTESTINALI

Nascimben Andrea



Esiste un'ampia varietà di specie batteriche con una grande capacità di fermentare le proteine ​​non digerite e che raggiungono l'ultimo tratto gastrointestinale, come Escherichia coli, Klebsiella spp., Campylobacter spp., Streptococcus spp., Clostridium perfringens, Clostridium difficile e Bacteroides fragilis.


Complessivamente specie appartenenti ai generi Bacillus, Citrobacter, Clostridium, Escherinia, Hania, Lactobacillus, Morganella, Pediococcus, Photobacterium, Proteus, Pseudomonas, Raoultella, Salmonella, Shigella e Streptococcus possiedono un’attività decarbossilante gli amminoacidi (Ten Brink e coll., 1990).



Nel colon distale le proteine non digerite vengono elaborate dai batteri sopra menzionati trasformando alcuni amminoacidi in ammine , come per esempio l’istidina in istamina ex-novo. Anche alcuni cibi grazie alla presenza di istidina al loro interno ( in ordine di presenza : Pollame, tacchino, Pesce e frutti di mare, Latte e latticini, Proteine in polvere, Uova, Legumi), possono liberare istamina già prodotta dai batteri all’interno del cibo.

Altre di-ammine come la putrescina, avendo una forte affinità di legame con le DAO, portano ad una progressivo esaurimento di questa batteria enzimatica incrementando il rischio di accumulo di istamina.


Questo spiegherebbe perché, normalmente, le diete con alti livelli proteici sono correlate alla disbiosi intestinale ed ai processi intestinali che sfociano nelle diarree.


La fermentazione proteolitica nell'intestino crasso, oltre alla produzione di istamina, produce anche metaboliti potenzialmente tossici come l'ammoniaca che può interferire con il metabolismo ossidativo degli acidi grassi a catena corta all'interno delle cellule epiteliali, diminuendo le possibilità energetiche, inoltre sembra possieda discreta capacità di danneggiamento del filamento di DNA, per nostra fortuna una sola settimana di dieta a base vegetale l’ammoniaca diminuisce drasticamente, i batteri che producono ammoniaca diminuiscono numericamente e/o smettono di produrla.


Le poliammine ( spermina, spermidina, agmatina), prodotte dal catabolismo proteico dei cibi animali, dimostrano di sviluppare un significativo ruolo proliferativo sulle cellule intestinali.


Alcuni batteri solfato riduttori sono in grado di produrre acido solfidrico che ha capacità citotossica sulle cellule epiteliali coliche ed inoltre è un composto che rende più difficile l’assorbimento dei melanociti di butirrato.


Il metabolismo batterico degli aminoacidi solforati (metionina e cisteina) produce metaboliti contenenti zolfo, come l'idrogeno solforato (il tipico odore di uovo marcio…) le cui alte concentrazioni sono in grado di danneggiare il DNA delle cellule epiteliali del colon.


I cibi che contengono questi 2 amminoacidi sono: uovo, pollame, carne rossa e pesce, e in piccole quantità i cibi vegetali come cereali e legumi.



Ed infine una particolare cautela dovrebbe essere posta quando si assume farmaci come il NAC poiché vale quanto detto poc'anzi ma con ulteriore prudenza per via dell’alta concentrazione di questo amminoacido e per i numerosi effetti avversi che può generare in termini di:

facilitazione dei processi allergici ed incremento dell'Omocisteinemia.



Un caro SALUTO di SALUTE


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