• SANI E INFORMATI

PROTEINE: ECCO PERCHE' E' NECESSARIO NON ESAGERARE

Aggiornamento: mar 13

Nascimben Andrea





La Fermentazione delle proteine all’interno dell’intestino

Il nostro microbiota è in grado di svolgere numerose funzioni, tra le quali anche la fermentazione delle proteine. Questa attività biologica è in grado di generare sia composti utili al nostro organismo come gli acidi grassi a corta catena, SCFA ( come Butirrato, acido acetico, propionato, ecc..), ma insieme ad essi si formano anche una grande quantità di metaboliti, ovvero di prodotti derivati dalla elaborazione (fermentazione) degli amminoacidi e delle proteine alimentari.


Ma facciamo un passo indietro e andiamo con ordine;




quando si ingeriscono delle proteine tramite il cibo, queste vengono digerite grazie ad una prima attività delle proteasi gastriche ( pepsina) e sucessivamente dagli enzimi litici prodotti dal pancreas e riversati nel duodeno.


La funzione di questi enzimi è quella di frammentare le proteine in composti sempre più piccoli per ridurli a amminoacidi singoli e piccolissimi peptidi ( di peptidi e tripeptidi) in modo da consentire al nostro epitelio ( il rivestimento interno dell’intestino) di poterli assorbire.


Questi elementi di base ottenuti dalla frammentazione delle proteine alimentari, dovrebbero essere assorbiti lungo il gratto dell’intestino tenue e solo un piccolissima quantità arrivare all’intestino crasso ( colon trasverso e discendente), ma a causa di pochi enzimi proteolitici ( a livello gastrico e intestinale, per esempio in seguito ad assunzione di IPP antiacidi) e/o eccessiva quantità di proteine assunte (dieta iperproteica), ne giungeranno al colon una grande quantità.


A questo punto inizierà una grande attività fermentativa delle proteine (a volte chiamata putrefazione delle proteine) all’interno del colon, generando una grande quantità di metaboliti di “scarto”, elementi che possono interferire con la normale funzionalità dell’organismo.




Entriamo un pò più nel dettaglio.

Le proteine che si ritroveranno all’interno del colon verranno elaborate dai batteri intestinali, specie batteriche generalmente Anaerobie ( ovvero che svolgono la loro attività metabolica in assenza di ossigeno) , le quali prediligono un clima alcalino all’interno del colon.


Questi batteri rilasciano degli enzimi proteolitici al di fuori di essi ( spazio extracellulare) in grado di degradare le proteine per poter essere assorbite, e gli stessi amminoacidi, (deaminazione) in cui si genereranno dei prodotti di scarto (metaboliti) come ammoniaca , composti solforati, composti fenolici (indolo, scatolo derivato dal Triptofano) , poliammine ( putrescina , cadaverina) , mentre lo scheletro carbonioso degli amminoacidi, verrà decarbossilato producendo acidi grassi a catena corta (SCFA) tra cui butirrato, acetato, propionato, lattato e succinato ma in modeste quantità.


Un esempio di fermentazione degli amminoacidi è dato dal glutammato ( un amminoacido contenuto nelle proteine animali), il quale, genera il butirrato.


Un alto contenuto di amminoacidi a corta catena (BCFA) all’interno del colon, significa che è stata alta la fermentazione proteica.


Composti come le poliammine prodotte dai batteri del colon, vengono utilizzate dagli stessi batteri per le proprie funzioni biologiche come costituzione delle componenti delle loro membrane cellulari, ma una parte di questi metaboliti vengono riversati all’interno dello spazio intraluminare (l’interno del colon).


In realtà una prima fermentazione sembra inizi fin dall’intestino tenue, per intensificarsi via via nei tratti più distali, fino alla sua massima espressione nel colon.