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STATINE: MOLTA CAUTELA

Nascimben Andrea




Brevi considerazioni sulla pericolosità delle statine


E importante sottolineare che complessivamente nella storia delle statine, studi importanti sul piano dei pazienti coinvolti e nella durata complessiva, in altre parole che dimostrino buona affidabilità sono poco più che una decina, tutte le altre centinaia di studi sono stati effettuati su piccoli campioni di soggetti e con protocolli discutibili e di dubbia affidabilità.


Il numero di partecipanti mediamente risulta piccolo nell’ordine di alcune centinaia e in taluni casi di sole poche decine di pazienti, spesso commissionati ai singoli medici o a un gruppo ristretto di medici (dalle buone capacità prescrittive).



Nonostante trattasi di studi farlocchi, rientrano a pieno titolo tra i Trials (studi sperimentali) rimpolpando di fatto il numero delle evidenze favorevoli al farmaco. Sperimentazioni che la Dot.ssa Angell definisce senza mezzi termini STUDI DI DISSEMINAZIONE (studi progettati per fare numero e per abituare il medico ad utilizzare quel determinato farmaco)


E’ bene sapere che individuare la reale portata degli effetti collaterali non è affatto cosa semplice, nemmeno nella fase sperimentale, poiché non sempre si hanno segni o sintomi clinici evidenti, ma il più delle volte si tratta di evidenze subcliniche pertanto non sempre rilevabili.


Inoltre quando i sintomi vengono riferiti al medico di riferimento, questi difficilmente attribuisce al farmaco la responsabilità suggerendo generalmente al paziente di proseguire con la “terapia” ( ed omettendo regolarmente di fare le segnalazioni)


Quando si seguono gli effetti di un farmaco, durante la fase sperimentale (Fase I, II, III) si definiscono soprattutto quelli più prevedibili che per quel dato ambito, si potrebbero ipotizzare, per esempio, nel caso delle statine, eventuali effetti a livello cardiovascolare e molto meno mi concentrerò su potenziali polineuropatie e immunosoppressione.


Effetti che andrò ad evidenziare (eventualmente) in un secondo momento attraverso studi statistici. Evidenze che essendo appunto solamente statistiche ( studi di associazione), tra una determinata sostanza ed alcuni effetti avversi) è doveroso effettuarli per lungo tempo ( 10 e più anni) e con un numero molto ampio di pazienti reclutati.


Purtroppo questa tipologia di studi, diversamente da quelli sperimentali effettuati dall’industria, assumono nella piramide delle evidenze una valenza scientifica minore e trovano pochi finanziatori disponibili (MAI L'INDUSTRIA)


Alcune meta-analisi di studi randomizzati in doppio cieco, controllati con placebo hanno mostrato, per esempio, un aumento di casi di miosite nei pazienti trattati con statine rispetto al placebo (150% in più), con miosite definita come creatinina chinasi (CK)> 10 volte il limite superiore del valore normale, evidenze molto più marcate rispetto al 12-15% dichiarato dalle farmaceutiche(Barbiroli B, C Frassineti, Martinelli P, et al. “ Coenzima Q10 migliora la respirazione mitocondriale in pazienti con citopatie mitocondriali. Uno studio in vivo sul cervello e muscolo scheletrico mediante spettroscopia di risonanza magnetica fosforo-Cellulare” Mol Biol (Noisy-le-Grand) 1997; 43 : 741-9. , Scott RS, Lintott CJ Wilson MJ. “ Simvastatina e gli effetti collaterali” Nuova Zelanda Medical Journal. 1999; 104 : 493-5.

( McClure DL, Valuck RJ, Glanz M, Hokanson JE. Revisione sistematica e una meta-analisi degli eventi avversi clinicamente rilevanti da inibitori della HMG CoA reduttasi prove inibitore in tutto il mondo dal 1982 ad oggi. Pharmacoepidemiol Drug Saf. 2007; 16 : 132-43.)




Per ulteriori informazioni, leggere i post "STATINE"


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