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Tumore. Una riflessione eziologica


Nascimben Andrea




Lo stesso Warburg, a metà degli anni ‘50 sostenne che la glicolisi aerobia potesse rappresentare un essenziale meccanismo eziologico delle neoplasie. Un numero crescente di lavori e di ricerche indipendenti hanno focalizzato l’attenzione su questo fenomeno e sugli insiemi dei cambiamenti metabolici che insorgono nelle cellule neoplastiche.

Nonostante i fattori genetici di molecole segnale, quali fattori di crescita, citochine ed altri composti, il processo neoplastico è caratterizzato da un’ampia alterazione del proprio metabolismo energetico, un fenomeno che non può prescindere da meccanismi fenotipici, cioè di adattamento all’ambiente.



Quando si parla di epigenetica, si parla di ambiente circostante, vale a dire di come ci poniamo in relazione con esso. Cosa decidiamo di ingerire come cibo, l’acqua, l'aria che respiriamo ( e tutte le sostanze mutagene-cancerogene in essa contenute) come decidiamo di condurre la parte motoria nel corso della nostra vita (componente legata in maniera indissolubile all'evoluzione della specie e dunque irrinunciabile), quanto possa essere elevata la quantità di specie radicaliche endogene ( radicali liberi da noi prodotti) e i relativi enzimi antiossidanti.


Anche la ridotta ossigenazione delle cellule (ipossia) sposta l'asse metabolico verso un percorso sempre più marcatamente glicolitico (consumo di glucosio) e la sintesi di molti fattori di crescita dell'endotelio ( nuovi vasi) è funzionale proprio a compensare questo deficit

L’effetto Warburg è messo in relazione con la minore ossigenazione locale, ma anche con l'elevata disponibilità energetica costante sotto forma di glucosio ematico.


È noto da più di 40 anni che le cellule neoplastiche crescono, si rinnovano e proliferano in modo nettamente migliore in un ambiente ipossico.


E' stato dimostrato che, una bassa pressione di ossigeno è strettamente associata al mantenimento dello stato indifferenziato nelle cellule embrionali umane ( quella fase in cui la cellula neonata, non sa ancora cosa deve fare, ma che grazie alla differenzazione diventerà cellula specifica; epiteliale, epatica, vascolare, connettivale, con specifici compiti da eseguire)


Un'altra conferma del significato fisiopatologico della ridotta presenza di ossigeno è rappresentata dal fatto che i tessuti dell’organismo sono normalmente esposti ad una pressione di ossigeno di circa 20 mmHg, mentre nel tessuto neoplastico si nota una forte riduzione, variabile con le dimensioni della lesione, mediamente attorno a 5 mmHg.


Recentemente, è stato evidenziato che il trattamento con potenti ed efficaci inibitori dell’angiogenesi potenzia il processo di metastatizzazione.




Metabolismo e differenziazione


Nei tumori, viene a mostrarsi non solo una marcata azione glicolitica, ma anche una sotto regolazione di tutti gli enzimi connessi con il ciclo degli acidi tricarbossilici (il ciclo di Krebs), e il metabolismo degli acidi grassi, un assetto metabolico, come ho evidenziato, tipico dello stato indifferenziato.


È interessante notare come anche cellule in rapida crescita, quali i linfociti T nel corso dell’espansione clonale, sono marcatamente glicolitici e presentano l’Effetto Warburg. Dopo tutto, l’importanza della glicolisi durante rapidi cicli di divisione cellulare indifferenziata è documentata da molti anni.


Un particolare assetto metabolico anaerobiotico o semplicemente ossigeno-indipendente, è tipico del cancro in quanto una caratteristica tipica dello stato indifferenziato e delle cellule in rapida crescita , mentre la differenziazione cellullare ed il perfezionarsi di uno stato altamente ordinato richiede un’efficiente fosforilazione ossidativa.


Infatti è noto che