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UNO STUDIO METTE IN LUCE SISTEMATICHE ALTERAZIONE DEI DATI DELLA RICERCA SUI FARMACI

Aggiornamento: 9 ago 2019

Nascimben Andrea




Secondo una ricercha condotte dal COPE (Commmittee on Publications Ethics),Britannico, ha messo in luce una situazione davvero inquietante che dovrebbe destare allarme nell’intera comunità scientifica.

Metà dei ricercatori intervistati attraverso la compilazione del questionario, dichiara di sapere che: “alcuni colleghi avevano manomesso i dati di una ricerca e che era molto semplice poterlo fare”

L’opinione pubblica purtroppo non ha alcuna conoscenza a tal riguardo e il sentimento collettivo che sono riusciti ad infondere i Mass Media è che il problema non esista.



Secondo alcune ricerche condotte dal COPE (Commmittee on Publications Ethics), ha messo in luce una situazione davvero inquietante che dovrebbe destare allarme nell’intera comunità scientifica. L’opinione pubblica purtroppo non ha alcuna conoscenza a tal riguardo e il sentimento collettivo che sono riusciti ad infondere i Mass Media è che il problema non esista.




La ricerca realizzata dal COPE (Commmittee on Publications Ethics), prevedeva la compilazione di una scheda in forma anonima distribuita a 9500 ricercatori inglesi, mette in evidenza DUE preoccupanti questioni:


Metà dei ricercatori intervistati attraverso la compilazione del questionario, dichiara di sapere che: “alcuni colleghi avevano manomesso i dati di una ricerca e che era molto semplice poterlo fare”.


Il secondo dato allarmante è che il 70% dei 9500 medici ai quali era stato spedito il questionario non ha voluto rispondere al sondaggio per non esporsi a eventuali ritorsioni.


Gli esiti di questa ricerca sono stati presentati al “Convegno sulla frode nella ricerca medica” che si è svolto a Londra il 12 gennaio 2012, organizzato dal COPE (Commmittee on Publications Ethics). L'obiettivo era quello di dare una definizione a questo tipo di condotta e di trovare una via efficace per contrastare il fenomeno.

Nel documento conclusivo del convegno, dichiarava : "Non esistono attualmente le premesse per responsabilizzare le istituzioni e gli autori di una ricerca, né c'è infatti un gran desiderio che ciò avvenga, forse non c'è nemmeno una reale conoscenza della gravità del fenomeno, ovvero non se ne vuol parlare per non sollevare un polverone immenso".


Questo è la drammatica situazione in cui versa il mondo della ricerca sui farmaci, un pezzo enorme della classe medica piegato agli interessi del produttore ( e dei propri), incurante cosciamente o inconsciamente dell'immenso danno che si stà cagionando ad intere popolazioni.



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