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STATINE: Effetti collaterali sottovalutati. E' solo una casualità ?

Aggiornamento: 10 lug 2019

Nascimben Andrea





Le statine raramente provocano effetti collaterali immediati: non causano nausea o cattiva digestione e svolgono il loro compito con efficacia.


Durante la metà degli anni 70, l’industria farmaceutica ha promosso una incredibile campagna propagandistica, ingaggiando ricercatori di grido, Agenzie pubblicitarie, Agenzie di stampa, e un'intera classe medica.

Oggi sono trai i farmaci più venduti al mondo.


Oltre 28 milioni di americani oggi assumono Lipitor, la più popolare tra le statine, e i rappresentanti della casa farmaceutica affermano che almeno 36 milioni di americani sono candidati a questa terapia. Quello che ostacola le case farmaceutiche alla diffusione ancor più capillare, sono i casi di effetti collaterali sempre più numerosi che si manifestano soprattutto dopo i primi 10-12 mesi di terapia, mentre i maggiori effetti su lungo e lunghissimo termine non sono purtroppo facilmente dimostrabili.


I più comuni effetti collateralI riconosciutI, sono la riduzione dell’efficienza immunitaria, polineuropatie, deficit cognitivi e di memoria, dolore e debolezza muscolare (definita come Rabdomiolisi, un’alterazione dovuta alla perdita di Coenzima Q10).





Statine polineuropatie e danni muscolari

Le compagnie farmaceutiche insistono nel dire che solo il 10-12% dei pazienti presenta dolori muscolari e crampi, riferendosi a pochissimi studi effettuati su grande scala di pazienti.

Altri studi indipendenti, come quelli realizzati dalla dottoressa Golomb dimostrano che il 83% dei pazienti che assumono Lipitor e un terzo dei pazienti che assume Mevacor soffrono di dolori muscolari (3. Eleanor Laise. The Lipitor Dilemma, Smart Money: The Wall Street Journal Magazine of Personal Business, November 2003).


Secondo le ricerche della dottoressa, i disturbi al sistema nervoso sono effetti collaterali comuni durante l’uso delle statine. Pazienti che fanno uso di statine per due o più anni hanno da 4 a 14 volte più probabilità di sviluppare la polineuropatia idiopatica rispetto a chi non ne fa uso (Statins and the Risk of Polyneuropathy. (www.coloradohealthsite.org/CHNReports/statins_polyneuropathy.html )


Polineuropatia periferica, caratterizzata da debolezza, formicolio, dolori alle mani, ai piedi, stanchezza precoce nel camminare è un'altro effetto collaterale molto diffuso tra gli utilizzatori del farmaco.

Un gruppo di ricercatori hanno studiato 521.000 cittadini danesi (circa il 9% della popolazione di quel Paese) e hanno scoperto che le persone che assumevano le statine, avevano un rischio di sviluppare una polineuropatia maggiore del 65% rispetto ai non utilizzatori (Gaist D and others. Neurology 2002 May 14;58(9):1321-2)


Nelle persone che assumono dosaggi alti per lunghi periodi i danni ai nervi possono essere irreversibili e rimanere anche dopo la sospensione dei farmaci.


Le persone che soffrono di neuropatia, fibromialgia, problemi di coordinamento motorio e stanchezza dovrebbero indagare anche se il loro colesterolo è troppo basso e se hanno una carenza di Coenzima Q10, tra le possibili cause (4)


Questo pericoloso fenomeno, ha incrementato notevolmente i casi di insufficienza cardiaca ( l'I.C. è caratterizzata dalla ridotta contrattilità del miocardio), in questi ultimi 20 anni, effetti che inducono i medici a prescrivere farmaci per il sistema cardiovascolare, come anti aritmici, simpatico mimetici, betabloccanti, ecc.

Un paradigma farmaceutico, purtroppo ben rodato e capillarmente organizzato: somministro un farmaco, che genererà inevitabilmente degli effetti avversi, ai quali risponderò prescrivendo altri farmaci. IL RAZIONALE CREDO NON SIA QUELLO DI CURARE IL PAZIENTE MA DI SOMMINISTRARGLI IL QUANTITATIVO PIU ALTO POSSIBILE DI FARMACI.